GIVEN è Donato Cannatello, la persona dietro l'azienda, da sempre nel mondo del Design, ha affrontato varie esperienze professionali che sono tutte confluite nelle sue attuali capacità, sia di sviluppo del progetto che di team leading ma anche e sopratutto di gestione degli interessi aziendali. Dal punto di vista del prodotto, la sua formazione tecnica e la sua multidisciplinarità gli consentono un approccio sempre nuovo ed al tempo stesso semplice al progetto. Come team leader e responsabile di progetto si affida alla sua ventennale esperienza professionale riuscendo ad interpretare nel migliore dei modi le richieste di clienti, collaboratori e fornitori.
Ha una ottima propensione all'utilizzo degli strumenti in generale. In primis quelli digitali che gestisce con padronanza spaziando da tool di modellazione avanzata di solidi e superfici (SOLIDWORKS), visualizzazione virtuale (SHOWCASE), editing bitmap e vettoriale, come anche gestione e creazione di siti web (CMS, Dreamweaver, FTP) fino a basi di gestione di sistemi operativi, server, FTP e LAN. Non disdegna però gli strumenti più "concreti", ed ha ottima dimestichezza e passionalità nell'uso di attrezzi da officina, dalla brugola al tornio, passando tranquillamente per fresa, TIG e diversi strumenti di prototipazione manuale (Clay, Laminazione di fibra). Ha molta esperienza anche con realizzazione di prototipi da file digitali come SLA SLS ma anche e soprattutto CNC, nonché stampi per iniezione o laminazione.
Tra le moto alla cui produzione ha recentemente collaborato ci sono le belissime CR&S DUU e la Matchless Model X Realoaded.
Di seguito un'intervista sull'Italian Design da parte di Giuseppe Palma per la rivista "Flesh Art" del 24 Giugno 2010 a Donato Cannatello






L'idea di creare una "special di serie" era per certi versi fortemente voluta, per altri invece é stata una naturale sfida inconscia.
L'industrializzazione di una moto particolare come la DUU in generale non é complessa come quella di una moto di gran serie, é vero però che le complessità sono diverse e per certi versi maggiori, ma c'é molto più margine di lavoro, puoi lavorare con materiali e lavorazioni di qualità e c'é meno attenzione agli sfridi. D'altro canto ce n'é molta di più per i costi degli stampi e dello start-up. In particolare la DUU ha richiesto pochi compromessi di design, ed anzi i compromessi sono diventati spesso "alternative", perchè magari il particolare troppo raffinato e costoso é diventato un optional, per la felicità del designer, dell'ingegnere, del cliente e dell'azienda.
Sicuramente la DUU non é una giapponese da usare tutti i giorni, é anche vero però che ci abbiamo messo tutta l'attenzione possibile affinché fosse un prodotto sicuro, affidabile e correttamente dimensionato in tutte le sue componenti.
Sicuramente la V-MAX e la DIAVEL sono competitor della DUU, sono declinati in maniera diversa ma il target é sostanzialmente simile. Quello che però accomuna di più queste moto é la tendenza, che é nell'aria negli ultimi anni, verso una tipologia di moto più emozionale, più personale, più forte.
Ovviamente tanto "gusto" John Deere é confluito nella DUU, per il resto rimane poco, semplicemente la voglia di un mezzo dove la parte meccanica guidi lo spirito estetico.