Articoli con tag ‘GIVEN moto design’

Harley Davidson V-ROD “VRASCAW”

Harley Davidson Vrod Muscle by Given CEFEIDE

Una moto molto discussa l’Harley Davidson V-Rod, in tutte le sue molteplici variazioni. Addirittura molti non la considerano una vera Harley Davidson per via del suo tecnologico motore raffreddato ad acqua, contrario ai principi di semplicità delle moto di Milwaukee.
Eppure a noi piace molto, ci piace per la sua linea bassa e muscolosa, per il suo stile “inutilmente ” performante.

Forse potremmo addirittura dire che meglio di tutte le altre Harley Davidson il V-Rod rappresenta la filosofia americana dell’andare in strada, grosso motore, grosse prestazioni, ciclistica da cancello ed assetto sballato. Solo ed esclusivamente da burn-out o da sparo autostradale (o meglio “Highway”!)

Il nostro intervento sulla moto si è concentrato, come da prassi per quanto riguarda le customizzazioni che prendiamo in considerazione, in primis sui volumi generali, in seconda istanza abbiamo riconsiderato la guidabilità ed in generale le misure sia antropomorfiche che geometriche della moto, infine ci siamo concentrati sui dettagli.

La questione volumi è stata risolta cercando di dare alla moto un look complessivo più tozzo e meno allungato della versione originale della Harley Davidson V-Rod, siamo intervenuti quindi sul posizionamento e sulla forma delle componenti di carrozzeria come serbatoio, faro, strumentazione e coda.

Per quanto riguarda l’assetto e la geometria abbiamo alzato il posteriore in modo da accorciare l’interasse, alzare il baricentro e verticalizzare l’angolo dell’asse di sterzo, questo ha portato ad una migliore manegevolezza e guidabilità, più adatta all’uso quotidiano della motocicletta.

Infine abbiamo sviluppato tutti i dettagli, estetici e meccanici, disegnando in 3D le parti da realizzare, procedendo con una prima versione in stampa 3D, ed una volta confermata la bontà, siamo passati alla realizzazione dei componenti in alluminio, plastica ABS e plastica trasparente PMMA tramite CNC.

In definitiva la nostra Harley Davidson V-Rod rappresenta perfettamente il nostro stile di customizzazione moto tailor-made, fatta su misura in tutti i sensi per il cliente, in modo che possa girarci tranquillamente, con rispetto delle regole e con attenzione allo stile ma anche all’usabilità.

UM RENEGADE SCRAMBLER 300W

La UM RENEGADE SCRAMBLER 300W è un prototipo (showbike) realizzato per UM Global sulla base di un loro prodotto attualmente in commercio, la RENEGADE COMMANDO.

Della moto originale ovviamente abbiamo dovuto tenere quante più parti possibili per ottimizzare il processo di engineering e messa in produzione, inoltre abbiamo riutilizzato alcune parti di attuale produzione UM in modo da consertire all'azienda una vantaggioso economia di scala.
La modifica principale ha ovviamente riguardato le nuove misure di ruote ( 120/70 R19 Ant. e 170/60 R17 Post.) che abbiamo dovuto utilizzare per conferire alla moto un nuovo assetto enduristico, abbiamo quindi ri-raggiato i mozzi esistenti con un nuovo set di Takasago Excel e montato dei panciutissimi e tassellatissimi Continental TKC 80.
Allo stesso modo siamo dovuti intervenire sull'assetto per sollevare la moto, quindi al posteriore abbiamo optato per un paio di ammortizzatori da 380mm, mentre la forcella è rimasta quella di serie per limitare gli investimenti.

Per le sovrastrutture abbiamo attinto con piacere da quelle che sono le componentistiche di serie di produzione UM, sempre di altissimo livello considerata la fascia di mercato, mischiando elementi classici con parti più moderne ed in alcuni casi "dirompenti" come il paramotore in lamiera da 4mm realizzato con la nostra tecnica del "Sheet-Box". Abbiamo inoltre sperimentato una novità assoluta in ambito motociclistico, cioè la realizzazione di componenti in legno realizzati da disegno 3D tramite fresatura a controllo numerico (CNC), realizzando così delle "guance" serbatoio con una perfetta attinenza di forma con le superfici del serbatoio originale ed alcuni dettagli nella zona posteriore.

Il resto dei particolari sono realizzati in stampa 3D ma anche da abili artigiani locali, il bellissimo rivestimento in pelle ne è un esempio, ma anche i parafanghi in lamiera non scherzano.
La moto è stata presentato al salone della moto di Milano EICMA 2018 ed a detta di molti è stata una delle proposte più stimolanti che si siano viste.

Triumph Speed Triple 1050 “PIER”

Pier è un appassionato di quelli seri.
La sua Speed Triple 1050 passa più tempo sotto i ferri che in strada. Eppure Pier ne fa di chilometri in moto… Giri in solitaria sui passi e finesettimana di coppia (ovviamente con una moto biposto)….
Sulla sua Speed Pier ha realizzato da solo o con il nostro aiuto tutte le parti necessarie per trasformare la sua “civile” Speed Triple nella belva di customizzazione e divertimento che potete ammirare in questa pagina.
Tutto è stato curato al dettaglio, vite per vite, pomellino per pomellino, fino ad arrivare a telaio posteriore, codino, e ruote realizzate secondo il suo disegno.

 

Nel caso specifico, per il codino siamo partiti da un modello in poliuretano estruso a bassa densità “scolpito” a mano dallo stesso Pier, l’abbiamo ingegnerizzato tramite scansione 3D e reverse engineering, con risoluzione di problemi geometrici, sottosquadri, sformo e specularità. Da questo abbiamo ricavato un primo modello in ABS fresato dal pieno da utilizzare come “Master” di stampo per la fibra di Carbonio.
Infine abbiamo laminato la fibra fino ad avere replicato perfettamente le forme iniziali con un prodotto finale super robusto e pesante solo qualche etto.

 

 

Le ruote anche sono state realizzate espressamente su richiesta e disegno di Pier, ruote a raggi non troppo spessi, funzionali e leggere, tubless, monobraccio e verniciatura bicolore.
Non è stato facile far confluire tutte le richieste ma con l’aiuto del nostro Jonich è stata quasi una passeggiata.
Trovate le ruote disponibili anche nel nostro shop-on line.

 

BMW R NineT “Racer”

A me la R Ninety onestamente non fa impazzire. È senza dubbio un ottimo prodotto, riempie una nicchia che era abbastanza vacante prima di lei, certo ci sono altri modelli di concorrenza con caratteristiche simili, ma in casa BMW mancava una moto così semplice, piccola, moderna e stilosa.

Sarà ma a me sembra accentuare troppo questi aspetti; troppo piccola, troppo forzatamente stilosa. E le manca quel carattere “strambo” tipico delle moto della casa dell’elica.

Su richiesta di un amico abbiamo preparato un paio di varianti dal piglio più sportivo e dal carattere più personale.

La sua caratteristica principale è quella di essere visivamente una sportiva, che però ben si concilia con l’uso di tutti i giorni o con il Gran Turismo grazie al manubrietto originale montato su un cupolino che non interferisce con lo stesso.

Il nostro vuole essere solo un leggero restyling, un’operazione da moto custom, non da concept.

Potrebbe essere una ‘one-shot’ ma anche eventualmente un kit di trasformazione.

La scelta potrebbe stare a voi perché la nostra Ninety è in vendita come P.U.C.A. nel nostro Shop.

Kawasaki ZXR 1100 “STEALTH”

Un classico rieditato in chiave moderna post/atomica!

Logo_Officine_Riunite_MilanesiCreata per e con "Officine Riunite Milanesi" partendo da una Kawasaki ZXR 1100, "Lamaialona" è uno studio di design volutamente forte su di una base molto semplice.
Stanchi delle solite reinterpretazioni in chiave Cafè Racer, Scrambler o Hypster, abbiamo optato per una chiave di lettura che ci consentisse di fare sperimentazione sia formale sia di tecniche e materiali utilizzati.
L'idea di partenza era una moto in stile Stealth, letteralmente "azione furtiva, clandestina", abbiamo cercato quindi di applicare questo concetto tipicamente militare ad un mezzo cittadino o comunque stradale, ci siamo concentrati ovviamente sulle forme squadrate tipiche di questo design, sugli spigoli vivi e sulla tecnicità del disegno globale. Inoltre dal "gergo" militare abbiamo ereditato le performances su tutti i tipi di terreni, dal fuoristrada puro alla pista, dotando il mezzo di un impianto ciclistico altamente efficiente, sostituendo sospensioni, ruote ed impianto frenante. Quest'ultimo è stato realizzato ad hoc secondo nostro disegno dalla "Discacciati Brake System" che ringraziamo per averci seguito in questa sperimentazione coinvolgendo, sempre con i massimi criteri di affidabilità e sicurezza, un componente così esclusivamente tecnico e funzionale come l'impianto frenante.

Una moto da Show e da passo della Futa

La moto è intesa nel suo complesso come elemento di ricerca stilistica per le future tendenze motociclistiche sia della produzione di serie ma anche della personale interpretazione privata, secondo noi il risultato di questa sperimentazione è sicuramente positivo, abbiamo visto che si può produrre un mezzo dalla forte caratterizzazione meccanica senza che sembri una Rat-bike oppure un vecchio trattore appena uscita da anni di letargo in un fienile. Il risultato invece è una moto che si presta benissimo sia per un uso intenso, come un'escursione di lungo raggio, o un giro in collina o uno stressante passo della Futa. al tempo stesso però è possibile utilizzare "Lamaialona" come mezzo di trasporto quotidiano o come semplice moto "da bar".

Stampa 3D

Lamaialona è stata realizzata con l'ausilio di moderni sistemi di progettazione e stampa 3d. Il primo passaggio è stato quello di portare la moto sul computer, ecco quindi che abbiamo proceduto alla scansione tridimensionale appena il mezzo è entrato in officina, il tempo di togliere tutto le sovrastrutture ed in 5 minuti avevamo una bellissima nuvola di punti che ci ha permesso di procedere alla progettazione con un completo quadro di insieme.
Una volta definito lo stile siamo partiti con la realizzazione delle varie parti. In prima battuta abbiamo utilizzato le nostre stampanti 3d per verificare che i pezzi venissero montati correttamente.
La moto è stata quindi creata con un misto di tecniche, digitali progettuali e più concretamente manuali. Dopo la scansione tutti i pezzi sono stati disegnati in 3D, ma poi le parti in lamiera di alluminio sono state ritagliate e saldate a mano, tutte le parti in plastica invece sono state progettate con criterio di realizzabilità in CNC per future riproduzioni e poi realizzate tramite stampa 3D FDM. A quel punto una buona mano di vernice ed ecco dei pezzi pronti per essere montati.
Il cupolino invece è stato realizzato da un blocco unico di Alluminio 6061 tramite fresatura CNC, questo per ottenere un bordo molto spesso senza il difetto classico della lamiera di spessore sottile con bordo a vista.

Omologabilità

visibilità geometrica targa PL

Tutta la moto è stata progettata con criterio di perfetta pertinenza omologativa, quindi è perfettamente "code compliant" secondo la DIRETTIVE CEE (2002/24/CE). Tutte le luci sono omologate e posizionate in posizione geometricamente corretta, lo stesso dicasi anche per targa e tutti gli altri accessori presenti. Allo stesso modo le parti meccaniche sono pronte per superare positivamente le prove omologative relative (serbatoio, cavalletto etc).

Officine Riunite Lamaialona by GIVEN (LR) (2)

MV AGUSTA BRUTALE 1098 “Unpaint”

A noi di GIVEN piacciono le finiture che lasciano il materiale in piena vista, è per questo che abbiamo sviluppato un nostro processo di “colorazione” per carene chiamato “UNPAINT”.
L’UNPAINT non è altro che un processo di rimozione della vernice originale in favore di un trattamento più naturale di colorazione della plastica.
Ci sono alcune verifiche da fare prima di poter applicare il nostro processo, in primis bisogna assicurarsi che tutte le parti da colorare siano di un materiale simile, per esempio non è possibile farlo su moto con carrozzeria mista plastica/alluminio, inoltre sarebbe preferibile che tutte le parti in plastica abbiano lo stesso colore in pasta, capita infatti spesso che i serbatoi siano realizzati con un materiale e processo diverso da quello delle altre parti.
Proprio questo caso ci si è presentato con la MV AUGUSTA BRUTALE 1098 sulla quale volevamo applicare la nostra tecnica di finitura, per fortuna siamo riusciti ad ottenere un ottimo risultato nonostante i materiali diversi.
La carrozzeria della BRUTALE è stata quindi smontata e sverniciata completamente per essere poi lavorata con numerose mani di carteggio a grana grossa, colore ed altre mani di carta abrasiva, poi altro colore, carteggiatura, grafiche, adesivi, trasparente ed ancora carteggio.
Insomma la nostra finitura richiede tanto gusto per non strafare e tanti bicipiti per essere realizzata.
Il risultato finale è una moto dove non sono le grafiche (spesso eccessive) a dominare la scena, ma la meccanica, e dove il design originale viene esaltato dalla finitura che non copre ma scopre!

CR&S VUN “CEFEIDE”

Una CEFEIDE è una stella gigante giovane che pulsa regolarmente mutando la sua luminosità in un ciclo stremamente regolare.
La loro elevata luminosità rende le stelle CEFEIDE il parametro standard per misurare la distanza di ammassi globulari e galassie.
La nostra VUN come la CEFEIDE è un riferimento nel mondo motociclistico per il suo essere senza tempo e senza confronti.

Un esercizio di squisita eleganza motociclistica. La CR&S VUN è una moto speciale ed esclusiva, costruita a mano da una piccola casa motociclistica milanese rinomata in tutto il mondo per le sue creazioni raffinate esclusive e performanti. Costruita in soli 50 esemplari, monta un complesso telaio in traliccio di tubi di acciaio misto a piastre in alluminio 7075 fresate dal pieno nell’atelier Rizoma. Le sospensioni di serie offrono alte prestazioni pur rimanendo legate ad uno schema costruttivo tradizionale. La forcella anteriore, realizzata dalla Paioli, è l’unica della sua classe ad avere una configurazione tradizionale unita ad un notevole diametro ed attacco radiale della pinza anteriore per disco singolo. L’ammortizzatore posteriore invece è montato in posizione orizzontale sopra la ruota con attacco diretto, molto rigido e sportivo. Il motore è un monocilindrico Rotax di 652cc che offre tanta coppia e 54 cavalli all’albero.
Il tutto è votato al contenere il peso e quindi estremizzare il piacere e la precisione di guida. In quest’ottica le sovrastrutture sono ridotte al minimo e realizzate con i materiali più nobili come alluminio battuto a mano per il serbatoio e carbonio per le parti di carrozzeria.
Come ex-Lead designer in CR&S, nessuno altro, meglio di Donato Cannatello ed il suo attuale team di engineering motociclistico in GIVEN, potevano lavorare sulla ricostruzione di una moto così importante ed esclusiva.
Il lavoro sulla VUN ha visto una completa ricostruzione “frame-off”, dove la moto è stata smembrata in ogni suo pezzo per rimuovere l’originale verniciatura del telaio e del motore e per andare a lavorare con dovizia sul forcellone e sui dettagli importanti ma nascosti. A questo scopo tutte le parti lavorate e rifinite sono state trattate con procedimenti quanto più naturali possibili in modo da conservare le caratteristiche meccaniche di ogni pezzo, quindi il telaio è stato bagnato con un leggerissimo riporto di nickel che ne proteggerà la superficie dall’ossidazione mentre le parti in alluminio sono state spazzolate a mano in modo da lasciare a vista il nobile materiale.
Il processo di ricostruzione ha interessato molti piccoli particolari della moto, alcuni ridisegnati al CAD e ricostruiti usando tecniche di CNC per acciaio, alluminio ed ABS, ma anche con più moderne tecniche di stampa 3D per le parti in plastica.
Tutte le modifiche hanno volto a mantenere gli eccellenti dettagli e la funzionalità di questa già fantastica moto, il suo motore, le sue performances e l’alta specializzazione del metodo costruttivo. Il motore e l’impianto di aspirazione sono rimasti sostanzialmente gli stessi per conservare le caratteristiche costruttive e sopratutto omologative. In questo modo il “body-kit” può essere universalmente utilizzato su moto simili.
Grande sforzo è stato impiegato invece nell’aggiornamento del forcellone, montando un doppio braccio in alluminio pressofuso, imbullonato con una piastra centrale che ha riportato le caratteristiche geometriche alle quote originali, permettendo così di conservare l’ottima ciclistica della moto.
Per una moto così particolare abbiamo optato per un intervento “aggiornativo” conservando le caratteristiche importanti e migliorando quelle che in CR&S non si potevano curare per motivi di costo al pubblico.
Il risultato è una moto altamente riconoscibile ma dalla forte personalità ed eleganza, che conserva sia esclusività che prestazioni e possibilità di utilizzo giornaliero. A noi piace moltissimo.

Triumph Speed Triple 1050 “Speed Black”

La Triumph Speed Triple 1050 è una delle nostre moto preferite, la sua impostazione ciclistica, l’estetica, la posizione di guida, le caratteristiche del motore la rendono il giusto compromesso tra estetica, divertimento, usabilità e look!
Magari noi non siamo proprio per l’ottica doppia cromata tipica di questa moto e delle serie precedenti, ma ne rimane comunque un tratto distintivo importante esclusivo e caratterizzante, impossibile quindi rimuoverlo.
Per questa moto quindi abbiamo optato per un leggero restyling della zona faro posteriore, di base molto importante e pesante, realizzando ad hoc un supporto fanale e targa di dimensioni ridotte.
Tutta la coda è stata quindi snellita e grazie allo scarico basso e corto, molto racing, che da alla moto una immagine molto più esile.

Il risultato complessivo è una moto bella, semplice alla vista ed all’uso, leggera e piacevole da guidare e grazie alla grafica “tono su tono” rimane un oggetto misterioso ed elegante che si aggira per la città di notte illuminata dai lampioni al quarzo e scandita dalle note dei Club metropolitani.

Record Motor Cycles c1

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RECORD MOTOR CYCLES c1

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Presentata in occasione del EICMA 2015, al Dainese D-Store, il 18 Novembre 2015 il concept Record Motor Cycles C1 é la anteprima di un nuovo ambizioso progetto di Roberto Crepaldi.

Il modello realizzato e progettato da GIVEN design con la partecipazione tecnica di In-Motion ci ha visti coinvolti per tutta la parte di trasformazione dal bozzetto di stile al modello finale, passando per la modellazione della carena, la scansione 3D del pilota, e la ricostruzione del modello del pilota stesso. Tutto volta alla piu' perfetta integrazione della sagoma del pilota con la carena, questo nel rispetto e l'osservazione dei limiti imposti dal regolamento FIA.

Per maggiori informazioni consultate il sito RECORDMOTORCYCLES.COM

 

 

 

 

 

In queste immagini è possibile vedere le fasi di costruzione del modello e del telaio necessari per poter scannerizzare il vero pilota in 3D.

Le fasi di lavorazione della carena e del telaio prima della verniciatura.

La moto finita nel nostro workshop.


 

Alcune immagini della preparazione e della presentazione del modello.

Un "piccolo" approfondimento tecnico sull'aereodinamica frutto di Riccardo Capacchione di RMC:

LA CARENATURA E L’AERODINAMICA

La componente più vistosa della nostra moto da Record di Velocità è sicuramente la carenatura. Anche detta “carena”, svolge una doppia funzione: ovviamente estetica e funzionale all’efficienza aerodinamica. La componente estetica è materia del Designer che però non si limita, come si potrebbe pensare, a tracciare linee “sexy” in grado di sedurre i probabili clienti. Roberto Crepaldi, l’ideatore del Progetto Recordmotorcycles, ha disegnato i primi bozzetti di stile con il classico sistema del foglio bianco e carboncino. Questi sono poi stati elaborati in forma digitale dal nostro Donato Cannatello, uno specialista in questo settore (www.given.it), in modo da essere modificati e rivisti velocemente. Donato ha effettuato anche una scansione in 3D dell’intero sistema moto-pilota per svolgere un’analisi dimensionale e di rendimento dei flussi aerodinamici e in seguito ha realizzato stampe “solide” in 3 Dimensioni di ogni componente considerato cruciale nell’economia generale del design, per conseguire anche la resa “tattile” della parte disegnata al CAD.

 

Il contrario del Volo

Come dicevamo, il disegno della carenatura deve tener conto della funzione molto importante svolta da questa “copertura” che avvolge la moto. Ci riferiamo all’efficienza aerodinamica, dato che il profilo della nostra moto non è altro che un profilo alare… capovolto (vedi Glossario, in fondo). Il parafango anteriore è considerato parte integrante della carenatura dato che, escludendo il pneumatico, è il componente preposto ad “aprire” l’aria durante la corsa.

Il fluido in cui la moto si muove, prosaicamente detto “aria”, si oppone al moto della... moto, e questa resistenza aumenta con il quadrato della velocità: se raddoppiamo la velocità, la forza aerodinamica resistente Fr aumenterà del quadruplo e così via, esponenzialmente. Provate a mettere una mano fuori dal finestrino di un’auto in corsa, a 130 km/h. La spinta sul palmo è già notevole, ora immaginate a 450 km/h o giù di lì quale sia l’entità delle forze con cui si ha a che fare.

Il  parafango quindi “apre” la vena d’aria, convogliandola sui fianchi della carenatura e sul cupolino. La forma particolare del nostro “fender” genera anche una spinta verso il basso, detta “deportanza” (downforce), che comprime il pneumatico sul fondo stradale, evitando che la moto sollevi il muso, proprio quando al nostro pilota non piacerebbe. Si tratta di una forza direttamente applicata sulla ruota, dato che il parafango è fissato alla porzione di forcella “appoggiata” a terra e risulta quindi particolarmente efficace. La stessa funzione è svolta dal cupolino, che però “spinge” sulla porzione di moto che si trova “sopra” le sospensioni e di questo il nostro progettista, l’Ing. Giulio Bernardelle, deve tenere conto (ne ha tenuto conto…) nel calcolo delle molle della forcella, chiamate a sostenere alla velocità massima un carico ben superiore di quello misurabile a moto ferma. La downforce generata dal cupolino avrà quindi un minor effetto reale rispetto a quella del parafango anteriore ma essendo la superficie esposta ben maggiore, la spinta sarà comunque considerevole.

 

L’importanza dei fianchi armoniosi

La carenatura riceve il flusso d’aria proveniente dal parafango sui fianchi debitamente raccordati. La loro forma evita che il flusso d’aria si muova in modo disordinato e protegge, così come fa il cupolino per la porzione superiore, il pilota. Stivali, gambe, braccia, casco, spalle, si trovano così “sotto” la potente vena d’aria e non creano vortici imprevedibili che potrebbero perturbare la stabilità della moto. In realtà l’aria che scorre a diretto contatto delle superfici della carenatura si muove di moto turbinoso creando uno strato - il più sottile possibile - in cui i vortici si rincorrono, scivolando verso la parte posteriore della moto. . Sopra questo ”strato limite”, se la carenatura è ben disegnata, l’aria si muove in modo molto più ordinato,  detto “moto laminare”, il che migliora di molto l’efficienza aerodinamica della moto. Si tratta di un aspetto molto importante e rappresenta uno dei compromessi che nella progettazione si è costretti ad accettare. Non potendo ridurre completamente il moto dell’aria in “laminare” si cerca di ridurre al minimo quello vorticoso e il motivo c’è eccome: per generare dei vortici è necessario attingere energia da qualche parte (pensate agli uragani che si alimentano del calore del mare e si annullano quando questo è assente), e l’unica energia disponibile è quella prodotta dal nostro motore V8. Questo significa che una parte (notevole) di potenza è spesa per “far girare l’aria” e non per accelerare la moto. Inoltre i vortici compromettono la stabilità il che, oltre ad essere un effetto poco gradito al pilota almeno tanto quanto l’impennata sopra descritta, è un altro modo per sottrarre energia al motore.

 

I fianchi saran belli, ma la coda…

Oltre i fianchi della carena il codino “chiude” il flusso d’aria in cui la moto si muove, in modo da non generare vortici nella porzione posteriore. Come ripetuto fin qui, la turbolenza frena la moto, in questo caso come se vi fosse una “mano gigante” che tira indietro il veicolo. Il nostro codino è molto alto, ma lo avremmo disegnato ancor più alto per raggiungere il massimo dell’efficienza. Esistono però limiti, imposti dal regolamento, ben precisi. Il codino non può essere più alto (misurando da terra) del doppio del raggio della ruota. La forma che ci si aspetterebbe per la parte terminale del codino è la “goccia”, un profilo curvo che chiuda la sagoma, raccordando le forme secondo linee morbide. Ebbene, questa soluzione porterebbe dei benefici se la lunghezza dell’intera sagoma della moto fosse almeno sette volte maggiore della sezione maestra. Un attimo, ci spieghiamo.

La “sezione maestra” è la superficie più grande rilevata su un piano perpendicolare rispetto all’asse longitudinale della moto. Ancora troppo “incasinata” la spiegazione? Pensate allora di “affettare” la moto, come fareste con una mortadella gigantesca. La, hem, “fetta” più grande rappresenta la sezione maestra e dato che, al contrario della… mortadella, questa fetta non sarà un cerchio perfetto, bisogna considerare i due punti del perimetro più lontani tra loro. Questa è la quota da utilizzare per calcolare la lunghezza minima della moto nel caso si voglia realizzare la cosiddetta “goccia”.

Procedendo con questo metodo la lunghezza totale sarebbe ben superiore agli otto metri, improponibile per una serie lunghissima di motivi. Giusto per dirne uno, pensate alla coppia di imbardata che provocherebbe giusto un alito di vento laterale…

 

Se non funziona, meglio “troncare”…

Il sistema migliore è di “tagliare” in modo netto la sagoma della moto, ottenendo così la “coda tronca”. Avete notto che tutte le automobili non hanno un disegno a goccia del posteriore, bensì terminano con una linea verticale netta? Ora sapete il perché.

Per concludere, anche la coda tronca ha i suoi limiti aerodinamici e i vortici dietro di essa si creano eccome, perché la zona appena dietro la moto è di bassa pressione atmosferica. L’aria viene “aspirata” al suo interno da ogni lato in moti vorticosi che sono un vero freno aerodinamico. Per questo i nostri terminali di scarico “soffiano” in questa zona, uscendo dal retro del codino: aumentando la pressione in questa zona grazie ai gas caldi provenienti dal motore, limitiamo di parecchio l’effetto nocivo dei vortici. Se a questo punto non vi siete chiesti cosa sia quell’elemento posto sotto la carena davanti alla ruota posteriore, ve lo diciamo noi: si tratta di un componente che contiene i radiatori di raffreddamento del motore. Sfrutta la zona di alta pressione situata anteriormente e quella di bassa pressione immediatamente dietro al “contenitore”. La differenza di pressione viene così sfruttata per accelerare il flusso d’aria che trova come facile “passaggio” le prese poste anteriormente all’elemento e che convogliano il getto aerodinamico all’interno, proprio dove sono sistemati i radiatori. La porzione in bassa pressione che si crea giusto dietro al convogliatore, aspira l’aria contenuta all’interno, contribuendo a creare un potente flusso che raffredda il fluido refrigerante che scorre nei radiatori. Quando vogliamo, siamo proprio geniali, vero?

 

 

 

Infine un breve glossario “aerodinamico”:

DRAG: è la capacità di “scavare” (riferendoci al verbo inglese) l’aria, aprendo un “passaggio” per la moto.
CX: si tratta di un coefficiente calcolato che rappresenta la capacità di penetrazione aerodinamica di un veicolo. Nel suo calcolo è tenuto in considerazione anche il “Drag”.
STRATO LIMITE: è la superficie che divide lo strato d’aria in movimento vorticoso e quindi incontrollato, da quello in cui il fluido (l’aria) si muove in modo ordinato, come se fosse composto da “lamine”, appunto.
DEPORTANZA: è la forza con direzione verticale rispetto al terreno, generata grazie alla differenza di pressione tra due superfici. Negli aerei il profilo alare genera una forza identica, ma contraria, la portanza. Dato che l’ala è curva superiormente e piatta nella parte inferiore, l’aria deve accelerare percorrendo la superficie superiore per ricongiungersi al termine dell’ala con la parte di flusso che scorre sulla faccia piatta. Per l’effetto di Bernoulli, si crea una depressione nella parte superiore dell’ala e una “pressione” quindi nella parte inferiore. Questo spinge l’aereo verso l’alto. In una moto (o auto) si sfrutta lo stesso principio, ma al contrario, per mantenere il veicolo aderente al terreno.

 

Viste le tecnologie sofisticate utilizzate per la progettazione e costruzione di ogni più piccolo dettaglio della moto, ha aggiornato con l’upgrade dei colori, anche hanno soppiantato il classico bianco ew nero. A parte gli scherzi, la matita tra le mani e il foglio di carta sono un riferimento materico quasi indispensabile per moltissimi progettisti. Ub punto di unione e transizione tra il pensiero  più ardito, il mondo reale e infine il confronto con la tecnologia disponibile (e i costi), l’inflessibile Entità che delimita entro confini finiti l’immaterialità del pensiero creativo. Insomma, il bozzetto rende visibile l’idea  e consente all’ingegnere di capire quali siano le tecnologie più adatte al Progetto e la fattibilità di soluzioni inedite o, più spesso, riproposte in forme e abbinamenti nuovi.

Il design di una carenatura inizia in realtà dal parafango anteriore. Questo vale per tutte le moto e in particolare per la nostra, perché le velocità in gioco durante lo “Speed Attack” saranno ben superiori a quelle raggiungibili sicuramente da qualsiasi moto stradale ma anche da una MotoGP. Durante il lancio verso la massima velocità, ci troveremo di fronte un vero e proprio “muro d’aria”: la resistenza aerodinamica in un fluido (l’aria, in altre parole) aumenta con il quadrato della velocità. Per intenderci, viaggiando a 10 km/h l’aria genera una data forza Fr che si oppone al moto… della moto. Se passassimo a 20 km/h, la forza aerodinamica resistente diventa il quadruplo di quella misurabile a 10 km/h. Salendo a 40 km/h, la Fr corrisponde a 16 volte la Fr rilevabile a 10 km/(h e così via. A 450 km/h, immaginate l’intensità della Forza aerodinamica che “spingerà” sul muso della nostra moto!

Provate a mettere una mano fuori dal finestrino di un’auto a una velocità 100 km/h (o giù di lì) e avrete la percezione della spinta aerodinamica a una velocità non certo elevatissima. Già che ci siete, provate a orientare il palmo, esponendolo completamente all’aria e ruotando poi la mano e verificherete quanto cambi la forza cambiando la superficie esposta della mano.

Per capire il ruolo cruciale delle diverse componenti della carenatura o meglio, delle sovrastrutture della nostra moto, immaginate di essere sulla sella e attraversare un piano verticale nello spazio. Appena dopo il pneumatico anteriore (si dice “lo”, vero, ma è orrendo da leggere e sentire…) arriva a oltre 400 km/h il parafango, il cui disegno contribuisce a spostare verso il lati esterni e verso l’alto le molecole d’aria. La spinta aerodinamica, oltre a frenare l’avanzamento della moto, spinge verso il basso il parafango che, essendo vincolato alla forcella, mantiene il contatto tra gomma e suolo. Il cupolino svolge una funzione simile, “aprendo” la vena d’aria nella maniera più coerente e meno turbinosa possibile. Anch’esso grazie alla sua forma genera una forza diretta a 90° rispetto al terreno ma, essendo vincolato alla parte superiore della moto che non è in contatto diretto con il terreno (massa non sospesa), la spinta che se ne trae agisce sulle sospensioni comprimendole e di questo bisogna tenere conto nel momento in cui il nostro Ingegnere deciderà il “k”,  la costante elastica (o la durezza, fate voi..) delle molle della forcella.

CR&S DUU “SmallSheep”

Una proposta di Light Restyling per la CR&S DUU

Abbiamo cercato di adeguare lo stile a delle forme più classiche, con un faro tondo all’anteriore e la rimozione di alcune plastiche e cooperture ridisegnate.

Un intervento molto conservativo per permettergli di funzionare sia come aggiornamento che come upgrade after market.

Victory Hammer “Dnt”

DNT_logo_webLa Victory Hammer DNT è stata disegnata per DNT Racing,

E’ una moto vetrina che rappresenta quello che si può fare con una Victory Hammer senza alcuna modifica strutturale o omologativa.

Tutte le parti sulla moto in oggetto sono state progettate ad hoc e si montano sulla moto senza alcuna modifica.
Da questa moto verrà ricavato a brevissimo un Kit di trasformazione regolarmente in vendita tramite la rete commerciale di DNT Racing.

Il Kit, montabile su qualsiasi Victory della famiglia Hammer, si potrà montare senza alcuna modifica, e conservando le caratteristiche di omologazione della moto, sarà quindi composta da varie parti, consentendo all’utente finale di customizzarsi la sua Victory dall’avantreno fino alla coda, passando per particolari tecnici come i cerchi a raggi con canale da 10″ volti ad ospitare gomma posteriore da 300mm.

La moto successivamente è stata ulteriormente modificata in modo da rendere il processo di costruzione più industriale e “cost effective”, la coda quindi è stato realizzata con uno stile più “classico”.

NAC

NAC è una moto concept pensata per un costruttore asiatico che ci ha commissionato uno studio di stile su di una loro base meccanica preesistente.
La base è un bicilindrico frontemarcia di 650cc, una moto leggera ma performante, dall’ispirazione Kawaski ER6.
Di questa riprende il forcellone con ammortizzatore disassato in posizione laterale, la geometria del motore e le dimensioni ciclistiche ed ergonomiche.

La richiesta era di sviluppare un concept caratterizzato dal forte appeal corsaiolo ma moderno al tempo stesso, caratterizzando tutto con delle ottiche particolare e con in generale molta attenzione agli impianti luce, privilegiando ove possibile tecnologia LED.

Ne abbiamo ricavato una bellissima stradale leggera, dotata di semicarena con buona copertura del pilota, ma dando enfasi al piacere di guida di tutti i giorni grazie ad un manubrio da naked che permette una posizione di guida più comoda, rilassata e pronta.

Lo scarico sotto la sella, la sella singolare le linee molto slanciate completano un quadro di una moto dal forte sapore evocativo ma dalla facile utilizzabilità ed accessibilità.

+++ Elec

ELEC Moto elettrica design concept

+++ Elec è una moto elettrica dal forte carattere sportivo.
Disegnata per competere con le seicento quattrocilindri, si rifà  al loro stile ed alle loro forme pur essendo fortemente caratterizzata per la sua motorizzazione elettrica.

E’ un progetto ancora per il quale per il momento non è possibile rivelare maggiori informazioni.

 

 

CR&S VuneMes

Un taglio meno classico, più dirompente per la piccola di casa CR&S.

Ridisegnate le sovrastrutture, con una maggior tendenza al minimalismo. Forme più striminzite, cucite su misura per il cliente, sia per le misure antropomorfiche che per il gusto stilistico.

Rispetto all'originale la VuneMES è stata meccanicamente iperrifinita, era già  perfetta , è stato quindi adottato il top di gamma per i componenti ciclistici che abbiamo sostituito, ma in sostanza la meccanica è rimasta inalterata.

Una grossa differenza per quanto riguarda la meccanica è stata apportata dal manubrio più largo, più dritto e con attacco oversize. Questo ha portato ad avere una posizione di guida più proporzionata, con le spalle ed i gomiti che lavorano più naturalmente.

Discorso a parte merita la forma e la carrozzeria.

Completamente realizzata in prototipazione funzionale, la ventata  di novità  ha coinvolto: Codino, sella, cupolino e parafango anteriore.

Inoltre tutti i dettagli in vista della moto sono stati curati maniacalmente, dalle pompe freno con serbatoio Rizoma integrato, fino al parapignone ed altri dettagli tecnici.

Aprilia Ramsex

 

logo apriliaAprila Ramsex è un advanced concept sviluppato su commissione della Aprilia, la base meccanica è quella della Aprila Dorsoduro, quindi motore bicilindrico a V di 90 gradi e telaio misto struttura tubolare/piastre in alluminio in pressofusione.Aprilia Ramsex 750.

La nostra proposta vede delle sovrastrutture piu’ esili, ruota anteriore da 19″ , scarichi bassi e serbatoio sotto la sella, tutto questo per un prodotto piu’ stradale, piu’ minimale, orientato piu’ verso un supermotard di grossa cubatura che una endurona di tendenza.