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RIDERS

DUU, MA NON DI PICCHE

In vendita fra un anno al prezzo base di 20mila euro, la Duu vista allo scorso Salone di Milano in veste di concept (e che vi abbiamo descritto in anteprima su Riders numero 22) è una delle poche proposte realmente originali degli ultimi tempi.
La milanese CR&S che l’ha partorita è la stessa della leggerissima monocilindrica Vun: Roberto Crepaldi, Giorgio Sarti e Giovanni Cabassi, tutti e tre motociclisti prima che imprenditori, hanno puntato su una nicchia inesplorata ma interessante. La Duu è una special prodotta in piccola serie, modulare e ampiamente personalizzabile, con i contenuti esclusivi della statunitense Confederate e lo stile europeo della francese Wakan, ma offerta a un costo nettamente inferiore. Duu, due in dialetto meneghino, perché i cilindri sono due e la cilindrata (1.916 ce) è prossima ai due litri, e perché, volendo, la moto puè essere a due posti e non monoposto come la Vun. Questa maxi streetfighter monta il V2 di 56° X-Wedge dell’americana S&S, un mostro di forza con i suoi 16 kgm di coppia massima ad appena tremila giri. Il telaio è in acciaio inox lucidato: un grosso monotrave che funge anche da contenitore benzina, con piastre laterali d’alluminio per reggere il forcellone monobraccio (sempre un grosso tubo d’acciaio curvato) e il serbatoio della benzina che regge anche la sella.
Il design è firmato da Donato Cannatello, che ha lavorato per Aprilia e Bimota, che ha posizionato lo scarico sotto al motore, ha nascosto tutte le componenti secondarie e ha creato una linea minimalista facilmente modificabile aggiungendo, o togliendo, una serie di accessori (comprese le borse laterali o un contenitore sopra il serbatoio) e appendici estetico funzionali. La sella può essere a uno o due posti e ci sono differenti soluzioni per fanali e finiture superficiali. Nonostante il grosso motore, la moto è tutto sommato compatta nel suo genere e pesa quanto una Harley Sportster 883, perché la Duu è fatta per essere guidata e non soltanto ostentata. Un progetto ambizioso, non privo di resistenze da superare, come la relativa esperienza e notorietà  della CR&S. Ma va detto che questa realtà  è organizzata, in piccolo, come una vera e propria industria motociclistica. (Maurizio Gissi)