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Paton PG 500 RR

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“Soli contro tutti, a dispetto di chi, con la scusa della passione per le moto avvantaggia il proprio conto in banca. La tenacia e l’abilità  di chi, nonostante tutto, riesce a mettere ancora in pista una 500 artigianale.”
Vanni Spinoni

La Paton è questo, passione e tenacia; la sfida di creare qualcosa di estremamente competitivo dando sfogo a tutte le proprio risorse, sia meccaniche che di uomini e di mezzi, è¨ l’estrema cura del dettaglio e l’occhio attento di chi fa le cose fatte con calma e con dedizione.

La Paton oggi vuole riportare sulla scena delle piste la PG500RR, ma non nello scenario delle competizioni, bensì in quello degli appassionati che vogliano un mezzo veramente estremo per divertirsi in pista. Una 500 due tempi quattro cilindri con più di 170 cavalli ed un temperamento rabbioso è qualcosa di molto lontano dall’immaginario di oggi, qualcosa di molto indietro e troppo avanti, qualcosa che non esiste neanche nei sogni, neanche in quelli da più di 70mila euro…

Per questo l’aspetto estetico di un simile oggetto è una cosa estremamente delicata, da tutti i punti di vista.

Attualmente (la moto è ancora in fase iniziale di sviluppo) si propende verso una soluzione molto tradizionale, che conservi al massimo le forme originali, ma che denoti sicuramente una cura nei dettagli degni di un oggetto simile. Ecco che i “dettagli” assumono un’altra valenza rispetto a quella di solito usata nell’ambito della progettazione motociclistica. I dettagli in questo caso sono un qualcosa che non tolga nulla in ambito di performance e di memoria storica, ma “solo” aggiungano nell’ambito della esaltazione “grafica” dei contenuti.

Ecco che la Paton PG500RR veste una carena dalle forme tipicamente dell’epoca inizio 2000, ma con una grafica che evochi i classici della tradizione storica Paton, i temuti bicilindrici quattro tempi dei fine anni sessanta.

 

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