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Due Ruote

Due Ruote

 

Big twin a Milano!

Dopo il mono la bicilindrica: da una piccola realtà  artigianale è nata questa straripante due litri dallo stile unico
di Riccardo Capacchione

…Fada su a Milàn, cont il coeur e cont i man’». Traduciamo per i non milanesi: «Fatta a Milano, con il cuore e con le mani», E’ la frase scritta sulle moto costruite dalla CR&S di Settimo Milanese. Fino ad oggi l’unico modello in catalogo era la Vun, la snella monocilindrica che ora ha una sorella, per nulla snella, che si chiama Duu. In dialetto milanese Vun significa «uno» come un cilindro, un posto e «unica». Duu, l’avrete capito, vuole invece dire «due» come due cilindri, due posti e… unica, anche lei. I clienti della CR&S, infatti, possono ordinare la propria moto scegliendo l’allestimento, i componenti della ciclistica, la preparazione del motore e naturalmente le colorazioni. Per questo il prezzo varia parecchio, partendo dalla base di 20.000 euro. La filosofia di progetto alla base dei modelli CR&S è semplice da enunciare, meno da realizzare: la moto deve essere essenziale, tutta motore e telaio a vista, ma deve anche esprimere uno stile, anzi due: quello del costruttore e quello del cliente che, come detto, partecipa attivamente alla creazione della propria moto. SE L’E’ LA DUU? Gia’, cos’è la Duu? Si tratta di una poderosa bicilindrica che sfugge alle normali definizioni: custom naked, roadster, streetfighter? Difficile attribuirle un genere preciso. Meglio, semplicemente, descriverne le caratteristiche tecniche, davvero peculiari. Il telaio é costruito dalla CR&S e si compone di un gigantesco tubolare superiore in acciaio legato, che ricorda lo schema utilizzato dallo specialista svizzero Fritz Egli; chi ha un po’ di primavere alle spalle ricorderà , tra le altre, la splendida sportiva Egli Vincent del 1967. Il grande tubo principale del telaio Duu svolge anche la funzione di serbatoio del carburante, un esempio della strategia di progetto della CR&S, che tende alla massima integrazione e semplificazione di ogni componente. Nella parte posteriore la struttura é chiusa da splendide piastre in lega leggera, ricavate alla fresa partendo da un «pieno» forgiato. Il forcellone monobraccio in traliccio di tubi d’acciaio é accoppiato all’ammortizzatore laterale. Le ruote, altra esclusiva CR&S, sono splendide e in particolare quella posteriore, fissata a sbalzo con un singolo dado centrale e disponibile in diversi disegni delle razze. Le sovrastrutture in fibra di vetro sono poche ed essenziali; davvero inconsueta la soluzione per il faro anteriore che… non c’é, sostituito da due gruppi ottici laterali ospitati nelle «branchie di squalo» ai lati della forcella, che ricordano i tratti stilistici della Vun. La Duu può essere monoposto, come quella da noi provata, ma é previsto l’allestimento a due e quello da viaggio, con borse e accessori dedicati. MAMMA CHE POMPON E! Il propulsore S&S X-Wedge domina la scena. Le due colossali torri aiettate dei cilindri divergono tra loro di 56,25° e ospitano all’interno i pistoni da 105 mm di alesaggio con corsa -lunga-di 111 mm. Lo schema riprende quello dei propulsori Harley-Davidson, per i quali la S&S produce da sempre parti speciali, ma in questo caso si tratta di un’unità  totalmente nuova. Le testate ospitano due grandi valvole (50,8 mm all’aspirazione, 40,64 mm allo scarico), parallele tra loro e mosse da bilancieri e aste che poggiano sui tre alberi a camme, due di scarico e uno in comune di aspirazione, situati nel basamento. Il cambio, separato, é un Baker a cinque marce. L’alimentazione é a iniezione elettronica, mentre lo scarico catalizzato, costruito su specifiche CR&S, é sotto al motore, con due fantastiche «bocche da fuoco» laterali. La trasmissione primaria a catena riprende lo schema Harley ed é sul lato sinistro. COPPIA DA RIMORCHIATORE Abbiamo insistito parecchio per provare il prototipo, ancora da mettere a punto, della Duu, ma ne é valsa la pena. Il bicilindrico, privo di contralberi, pulsa, tuona, ma sopratutto spinge con una forza impressionante. Il pneumatico posteriore geme sotto la scarica di kgm, la Duu balza in avanti e il pilota é bene che si aggrappi solidamente al manubrio. Un rialzo più marcato della sella aiuterebbe a scaricare parte della spinta, diminuendo lo sforzo sulle braccia. Il peso totale non é eccessivo, in relazione alla cilindrata, ed é ben distribuito, il che rende la Duu più maneggevole di quanto ci si aspetti. I pochi chilometri in sella ci hanno dato solo un’idea vaga delle prestazioni di questa moto che si prospettano esaltanti, non vediamo l’ora di spremerla per bene,.. «Stay tuned», vi terremo informati!